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Ma basta con le introduzioni e passo a raccontarvi questa strana giornata di fine Aprile. L'appuntamento con la squadra è alle 06.05 in largo Ciaia. Quando arrivo ci sono già praticamente tutti...tranne i maestri Clemente e Belviso. Il primo arriva dopo dieci minuti...il secondo dopo venti e subito nasce il primo problema: Francesco Belviso deve prendere alcune cose dalla palestra. Gigi lo guarda perplesso.. “ma che, veramente dici?” - “Si”. Si parte. Come lo scorso anno è prevista una breve sosta in prossimità dell'uscita di Monopoli, dove ad attenderci c'è l'ufficiale di gara XXL Francesco Brunetti. Appena sale sul pullman parte una standing ovation. L'aria è strana. Non c'è quell'allegria solita di ogni gara. Dai volti emerge una tensione fortissima. Forse la colpa è di Chuck Norris che oggi, stranamente, ha deciso di immortalare su dvd solamente i combattimenti. Nessuna gag, nessun momento comico...mi ci metto anch io in questo ciclone di rassegnazione. I volti più segnati sono quelli delle cinture blu/rosse, probabilmente preoccupate per il livello degli atleti che incontreranno nella loro prima avventura in serie “B”. Arriviamo al palazzetto puntuali come una fattura di Vincenzo Cozzi. Verifica del peso per tutti: Marco Corsini scende nella -62kg, Simone Velluso nella -67kg. Usciti dallo spogliatoio notiamo che il M° Fumarola fa dei cenni: sta chiamando me...per annunciare che il primo avversario di Vincenzo “Uccio” Massari sarà Lorenzo Cutrone della Kim Yu Sin, ex-vicecampione europeo juniores. Alla notizia il matusa Uccio reagisce con un semplice “eh vabbè”. A differenza degli altri anni le categorie sono leggermente meno affollate: complice probabilmente il fatto che l'indomani si disputerà un Campionato Interregionale ad Ancona organizzato dal nostro amico Andrea Aquili. Inizia la gara: a debuttare è Uccio. Parte bene, pecca un po' d'indecisione. Riesce anche a far andare il titolato Cutrone sotto di qualche punto portandolo al limite del quadrato e costringendolo ad uscire (a testimoniare i miglioramenti che Vincenzo ha raggiunto a livello tattico), ma un Dollyo Chagi micidiale made in Palo del Colle lo manda in estasi, e perde per 7 – 0. E' stato un regionale ottimo per le cinture gialle/verdi. Vincenzo “Eagon” Sassanelli perde a causa della “sindrome di Massari”. Parte indeciso e una volta atterrato sul tatami subisce i calci doppiati. Ma è la sua prima gara, e tutto è ammesso. Nicola Risola, il Gran Duca della Mentina, accompagnato dalla fidanzata Silvia, questa volta mette da parte le polemiche riguardo la FITA e decide di combattere senza pensare a nulla... in particolare ai suggerimenti impartiti al proprio avversario dal coach: “Esplodi il destro!!! Persevera con il sinistro!!!” che Nico combattesse contro Dante e che a fargli da coach ci fosse il buon Virgilio! Scigliano: il quarter-back della Koryo (a causa della fisionomia che acquisiva quando si allenava con la corazza n.5 della IDM). Parte deciso, in rimessa reagisce con autorità, ma deve imparare a prendere la sua distanza per calciare al meglio. Nel viaggio di rientro tutto il pullman ringrazia Sassanelli che lo ha fatto addormentare parlando del sistema Linux, risparmiandoci le sue polemiche sui punti non dati (ovviamente si scherza). Stefano Vulpi, la furia bruna! Brioso come sempre, anche quest anno subisce una grande ingiustizia (stavolta non voluta): in semifinale deve incontrare Risola... che lo batte con un'alitata che al sapore di menta fredda. Comunque bravissimo, come anche sua sorella Anna che nelle blu/rosse perde, ma solo a causa della botta presa nel corso della prima fase dell'incontro. Restando nella fiction “Casa Vulpi” andiamo a commentare la prestazione di Marina Petrosino: assolutamente prodigiosa. Accede alla finale dopo un incontro combattuto sino all'ultimo kiap, e soccombe in quest ultima prova un po' per la stanchezza ma anche e soprattutto per il nervosismo causato dalla questione delle score machine guaste. La leonessa stavolta ruggisce per bene, ne sa qualcosa la sua avversaria: 12 punti a suon di Bandaell chagi... e meno male che non le ha fratturato il torace! Mitica... Sabino Formiglio e Paolo Binetti, ovvero i “Ficarra & Picone” di Viale Unità d'Italia, che lo scorso anno partirono dalla desolante Poggiofranco, borgo famoso per i dojo di Aikido, alla ricerca di uno sport che li motivasse. Ebbene essi ritrovarono il loro spirito vichingo nella pratica della nobile arte coreana. Il primo conquista un bronzo, il secondo...anche. Per quanto riguarda gli esordienti: Raffaele Radogna ha sorpreso tutti. Un mago nelle chiusure. Il suo avversario non è riuscito a far punti per due round, ma durante il terzo si deve arrendere dinanzi alla cintura verde. Giacomo Nocerino II cuor di Leone, accompagnato per l'occasione da suo padre e sua sorella Katrin conquista il bronzo distruggendo il suo avversario ai quarti e perdendo la semifinale di misura. Anche qui c'è da segnalare l'influenza delle score machine. Passiamo alla “Serie B”, ovvero le blu/rosse. Ad inaugurare le performance del nuovo team “Red Belt” è Stefano Pavone. Parte malissimo, andando sotto di tre punti e beccandosi il c...tone dal M°Gigi. Nel secondo round reagisce tirando un dollyo chagi al viso del nano foggiano, ma secondo gli arbitri quest ultimo avrebbe segnato un punto prima che arrivasse il dollyo. Il commento è di Massimilano Urso :”... l'incontro lui non lo ha vinto. Sei tu che hai perso.” Giacomo “Chuck Norris” deve vedersela con una vecchia conoscenza: il caffeinomane di Massafra già avversario di “Uccio” Massari al regionale di forme. Giacomo fa quel che può, ma il suo avversario è pur sempre una cintura mezza nera. Marco Corsini, il sosia di Robin Shou (Liu-kang in “Mortal Kombat”). Combatte come sa fino in fondo, ma sul 11 – 10 subisce un calcio al volto che lo graffia all'altezza dell'occhio sinistro. Perde, ma a testa altissima. Simone Velluso quest anno ha un coach d'eccezione. In semifinale disintegra il suo nano foggiano con un secco 7-0. In finale lo attende il cerignolano Carelli. Alla fine del secondo round Simone è in vantaggio per 6 – 2, ma durante il terzo... crolla e subisce due calci al volto. Argento meritato e tanti complimenti per il semplice fatto che continua ad allenarsi nonostante tante difficoltà. Siamo giunti alla cronaca della gara “nere”. Dopo Uccio, il primo a scendere sul quadrato è Claudio Gualberto, l'uomo delle vocali. Nelle sue email indica sempre oggetto: ohohohoh. Al primo turno se la vede contro un atleta di Alberobello. Lo batte e ha anche qualcosa da recriminare per una mitragliata di calci al volto mai convertiti in punti. In finale lo attende Giacomo Palma, contro il quale non può nulla. Un' occasione mancata. Il M° Luigi Clemente torna a combattere in Puglia dopo l'oro conquistato nel 2005. Il suo avversario è il celeberrimo Palmisano di Turi. Un incontro ricco di capovolgimenti di fronte: vantaggio Clemente, vantaggio Palmisano, pareggio. Finisce 7-6 per l'ultimo, un finale più che discutibile. Passiamo alle nuove leve: c'è una categoria nella quale la gara si è trasformata in un derby Bari – San Vito che profuma di Politecnico. Francesca Longobardi, Irene Laudadio e l'ospite Ilaria Locorotondo sono avversarie assieme a Vanessa Prete. Francesca se la vede contro Ilaria. Tiene bene la guardia e lascia il risultato in bilico fino all'ultimo round. Il suo kiap è forte, ma non abbastanza da stordire la bionda Normanna, che insacca il punto del 12-8. Discorso simile per Irene: parte bene, ma pecca d'inesperienza e perde. Alla prima gara da cinture nere è comprensibile. Nico Armenti, “Roccia”. Smaterializza il suo avversario targato Mesagne durante la semifinale. In finale picchia forte, ma non riesce a spuntarla. Peccato davvero. La gara termina e si attendono con ansia i risultati della classifica a squadre: Koryo Bari seconda classificata. La notizia è colta con gioia, ma anche con un pizzico di sorpresa dato che in pochi speravano di conquistare la tanto ambita coppa. Alle 20,15 possiamo finalmente rimetterci in viaggio per rientrare a casa. I volti sono segnati dalla stanchezza: mai un campionato Regionale ha visto il termine ad un orario così tardo. In zona Torre a Mare parte la maratona delle imitazioni, antitesi all'arrivo in Viale unità d'Italia. Una gara che non è stata magica come le solite (tranne Alessia Tripoli!) ma fondamentale per definire gli obiettivi da raggiungere per quanto riguardo la crescita di noi atleti. Imparare a gestire le proprie emozioni è fondamentale per poter raggiungere traguardi importanti, ma soprattutto per mantenere una certa lucidità una volta saliti sul quadrato...e questo vale nella vita. Non solo nello sport. Sintesi della giornata, la frase del M° Clemente:"anche quest anno, non ci avete fatti fuori! Ci vediamo lunedì... | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||