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 | | Roma 2008 - il resoconto |  | La Koryo presente a RomaUn organizzazione degna di un mondiale, un allestimento accattivante, 8000 spettatori registrati nella sola giornata di sabato. Questi gli elementi emersi nel corso dei Campionati Europei di Taekwondo assegnati, per questa edizione, all'Italia.
Il teatro degli scontri è stato il Palalottomatica di Roma, gioiello architettonico opera di Luigi Nervi.
Le prime giornate hanno visto l'eliminazione della maggior parte degli atleti azzurri: tranne Mauro Sarmiento (bronzo nella -84kg), tutti i nostri atleti sono stati sconfitti al primo turno: Davide D'Orazi (-58kg), Davide Nicoletta (-62kg), Roberta Ramazzotto (-47kg), la campionessa in carica Federica Mastroantoni (-51kg).
Le cose sono migliorate sabato: Leonardo Basile, Claudio Nolano, Eleonora Platania e Cristiana Corsi hanno il migliorato il medagliere italiano impartendo lezioni di determinazione e soprattutto volontà (senza nulla togliere agli altri della nazionale complici, molti, di trovarsi a disputare un campionato europeo senza avere troppa esperienza in campo internazionale).
Claudio Nolano (-72kg) nei primi due incontri mette in evidenza il suo stato di grazia, soprattutto dal punto di vista tattico: cambi di guardia e dwitchagi in volo sono stati alla base dei suoi incontri. Del resto non molte erano le alternative dato che la WTF ha pensato di sperimentare le corazze elettroniche Adidas proprio durante questa manifestazione, alla quale molte rappresentative si sono presentate un po' impreparate. I sensori montati al loro interno generano l'input per l'assegnazione del punto solo nel momento in cui la forza del calcio sprigiona una forza (espressa in kilojoule) superiore al valore di soglia, impostato a seconda delle categorie di peso. Sicuramente questa evoluzione segnerà la fine delle contestazioni arbitrali, ma necessita ancora di alcune revisioni inerenti le tarature. Più avanti vedremo insieme perchè.
Tornando al taekwondo combattuto: Claudio Nolano perde la semifinale contro l'austriaco Manuel Merk che più di lui aveva intuito quello che sarebbe stato il miglior sistema per far punto: il pugno in chiusura. Nel combattimento mandato in diretta su Rai3 il nostro atleta ha dato tutto se stesso, ma il nervosismo causato dall'assegnazione di punti inesistenti (ginocchiate e stincate) ha avuto la meglio. Nonostante il risultato, Nolano dimostra che anche una volta superati i trent'anni si può essere molto competitivi.
Dicevamo che le corazze elettroniche saranno fonte di polemiche, e mi riferisco al caso di Eleonora Platania. L'ex karateka del gruppo sportivo dei Carabinieri dimostra di essere la meglio inserita in quella che potrebbe essere la nuova logica del taekwondo. Vince i quarti di finale per 7-2 grazie a 7 pugni, qualcuno in attacco, qualcuno in chiusura, subendo gli unici due punti mediante un calcio al viso. Perde la semifinale contro la croata Ivana Vujcic (fortissima) ma senza demeritare e portando un bronzo alla nostra nazionale.
Il Palalottomatica più volte esplodeva in un'immensa ola, e questo succedeva quando combatteva lui: Leonardo Basile. Categoria +84kg, ovvero quella più competitiva (con lui c'erano due atleti che rispondevano al nome di Pascal Gentil e Alexandros Nikolaidis). Vince alla grande l'incontro d'esordio con l'ucraino Oleksandr Cherkun, convince nei quarti contro il serbo Babic. Nelle semifinale incontra un vecchio "amico": Alexandros Nikolaidis, greco, vice-campione olimpico, un atleta eccezionale che sarà però ricordato solo per il mondollyochagi subito dal coreano Moon dae Sung ad Atene 2004. Nikolaidis non sarà presente alle Olimpiadi cinesi perchè eliminato proprio da Basile.
L'incontro passerà alla storia: Basile sarà sconfitto per 4-2, ma il palazzetto è esploso in un applauso senza eguali, consacrando il giovane napoletano come uno tra gli atleti più amati.
La giornata di sabato ha segnato il ritorno sul quadrato di Cristiana Corsi (-59kg). Batte senza problemi la tedesca Weingart e accede ai quarti, dove incontra l'ucraina Yulianna Kharchenko. Cristiana è sotto di due punti, ma 10 secondi dalla fine segna una tripletta fatta di due pugni e un bandaell. Perderà la semifinale ma conquisterà un altro bronzo.
E' stato l'europeo dei ritorni: parlo quindi di Cristiana, ma anche di Carlo Molfetta (-78kg), l'eroe di quella zona compresa tra l'alta murgia e il salento che trova come scuola di provenienza la Tana del M°Baglivo. Carlo ha dimostrato di essersi ripreso al meglio. Come sempre sfodera il suo ampio bagaglio tecnico fatto di calci al volto con partenze da fermo e tecniche in volo. Perde la semifinale al Golden Point. Peccato davvero.
Dalla stessa scuola proviene un altro elemento fondamentale del team azzurro: Daniela Castrignanò. Non centra la qualficazione olimpica e si presenta a Roma con voglia di rivincita. Batte la greca Kouvari, in semifinale trova la serba Muncan battendola. In finale perde. Un'altra occasione mancata.
In ultima analisi (ma non per importanza) gli atlei debuttanti: Margherita Zocco (-63kg) che alla sua prima convocazione in nazionale si piazza terza, Francesco Zocco (-67kg) che vince il primo incontro e viene eliminato al secondo turno, Isabella Colucci, Serena Capriglione e Raffaello Sergio. Tutti atleti dalle grandi potenzialità. Hanno dato il massimo, ma senza ottenere risultato a causa delle convocazioni "d'urgenza" che non hanno permesso loro di prepararsi al meglio. Di certo però c'è solo una cosa: di loro sentiremo parlare.
Concludo con una piccola nota: è stato l'europeo della Turchia, che con tre ori e tre argenti si pone in testa al medagliere, ma è stato anche l'europeo di tante nuove stelle che hanno cominciato a brillare.
E' dura non rimanere stupiti quando si assiste ad un combattimento del tedesco Tuncat, icona di ciò che l'atleta di taekwondo dovrebbe essere: tecnica, tattica e...tanto divertimento!
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