A.s. KORYO Bari
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 Campionato Regionale Senior 2010
Un insolito 1 maggio...

Un primo maggio di certo insolito, o almeno molto diverso da come noi generalmente lo concepiamo.

Di solito ci si sveglia tardi, si fa tutto con calma e ci si dedica a varie attività: chi va al mare per la prima volta, chi si fa un giro di Bari in bicicletta, chi smanetta su internet per tutta la giornata, chi si sveglia presto per sistemarsi il pizzetto, chi si sveglia pensando a ciò che sarebbe più idoneo al rilancio della FITA (Risola dixit...)

Ebbene, alle h3,50 del 1°Maggio 2010 il pensiero del sottoscritto (ma anche di altri) è stato "ma c'mu fasc fa????!!!!!"

Sveglia, ci si prepara velocemente, si controlla il borsone e si va... Alle h5,00 il parcheggio del GS sito in via della Resistenza è pieno di gente: pochi koryoni, molti giovani diretti a Roma per classico concerto.

I volti sono chiaramente segnati dal sonno e dalla tensione; chi combatterà per la prima volta, qualcuno cercherà di prendersi la tanto meritata e sognata vittoria, qualcuno debutterà nel taekwondo che conta. Uno scenario che genera preoccupazioni sul piano personale, ma di sicuro emozionante. Non capita tutti gli anni di vedere così tante cose in ballo nel corso di una gara.

Paolo Binetti è più bianco che mai, Giacomo tartassa Simone con le sue considerazioni circa il futuro del taekwondo, Katrin ride ogni volta che il sottoscritto parla imitando la voce del maestro Gigi. Dopo un po' vediamo un'auto impantanarsi sui dissuasori presenti all'ingresso del parcheggio del noto supermercato...chi poteva essere? Ovviamente una donna, ma non una qualsiasi...ELISA! Lascia l'auto in quella posizione precaria e come se niente fosse scarica il contenuto del suo portabagagli...o meglio...un monolocale condonato vista la quantità di roba che conteneva, tra cui spicca il famoso "bambino" ovvero il colpitore a scudo utilizzato da Claudio e Stefano nel corso del mese di preparazione appena trascorso.

Arrivano anche Rocco (fresco di barbiere che ha aperto appositamente per lui alle 3,00) e Marco per terminare con i tecnici (tra i quali spicca un Martino Fumarola in tenuta da coach che preoccupa non poco le sorti degli atleti...almeno i veterani XD

Manca solo una persona...Risola! Attendiamo diversi minuti, ma niente...lo chiamiamo e ci dice "Oh, Ste! Io sto in palestra, voi dove c.... state?". Lo sgomento è alquanto giustificato.

Alle h5,40 il KoryoBus può finalmente partire alla volta di Tricase (Le), città nata tra il X e l'XI sec. dall'unione di tre casali.

Il viaggio procede piuttosto tranquillo, nonostante la tappa intermedia a Monopoli per raccattare il futuro arbitro internazionale Francesco Brunetti, uomo colto e preparato che coltiva la sua passione sin da bambino, ovvero da quando si trovò davanti ad un bivio: non sapeva se diventare l'erede di Notaro o l'erede di Tricoli. Scelse quest'ultimo.

Inevitabile la sosta intermedia con caffè annesso. Per l'occasione si è pensato di tradire la solita stazione di servizio di Torre Canne per sceglierne una più vicina al centro barocco.

La strada, al contrario di ogni previsione, è libera...viaggiare è quasi un piacere..fino a quando, giunti all'altezza di Torre Guaceto, la visione del mare fa rimbombare nelle menti il primo pensiero mattutino: "ma c'u mu fasch fa?!?!?!?!"

H8,45 - Arrivo a Tricase.

La cittadina leccese presenta uno scenario piuttosto tranquillo, privo di forme di vita (saranno tutte al palazzetto...pensiamo) a parte la Lancia Y viola intestata a Sannicandro Giuseppe diretta, come noi, al palazzetto.

Poche auto nel parcheggio, pochissimi anche i giovani che vediamo varcare la porta d'ingresso muniti di borsoni e protezioni. Al suo interno l'ampio spazio è ben allestito: solo 2 quadrati che fanno bella mostra di sè e che, se paragonati all'allestimento dello scorso anno, sembrano quasi immensi. Alle spalle, di fianco ai tavoli di giuria, vediamo loro: le tanto osannate corazze elettroniche griffate Daedo.

La prima cosa da fare è precipitarsi allo stand del noto brand spagnolo per procurarsi un paio di parapiedi muniti di sensore, poi dritti nello spogliatoio per cambiarsi e indossare i dobok. Inutile descrivere l'emozione provata dal sottoscritto nel leggere il suo nome nel tabellone "-74kg/NERE" (appunto personale).

H9,20 - Inizio gara.

Iniziano le cinture colorate, in particolare il nostro Marco Dorian Genovesi. Alle 5,00 era abbastanza teso, ma il viaggio lo ha rilassato e l'espressione, nascosta dal marchio WTF del suo caschetto Pine Tree, è piuttosto tranquilla. Difatti vince il primo incontro, grazie sia alla sua tipica reattività, ma anche grazie ad un intelligente utilizzo del calcio a spinta. Peccato però che dovrà fermarsi ai quarti, dove non potrà far molto contro la velocità del suo avversario...con un po' di cattiveria in più però...! In ogni caso complimenti a Marco per l'approccio alla gara.

Nel quadrato vicino si prepara Nico Risola, accompagnato per l'occasione dalla sua ragazza Elena. Nico sta bene, attacca puntualmente, le gambe lunghe arrivano esattamente dove lui vuole mandarle (sarà merito del baffo in perfetto stile Luigi D'Oriano a Seul '88). Quarti e semifinali perfette (anche per il calibro degli avversari, davvero notevoli), ma in finale cede alla stanchezza e deve accontentarsi di un argento ottimo, meritato...ma che gli sta stretto.

Debutto dell'orientaleggiante Tuan Triggiani nella -63kg. Parte timoroso, poi rifila ben cinque calci al volto al suo avversario, ma..gli arbitri-talpa non sembrano dar peso, nemmeno quando viene richiesto l'intervento del coach per tamponare la fuoriuscita di sangue dovuta all'ultimo impatto. Assurdo...

Assieme a Tuan debuttano anche Bianca, Rocco e Francesco. Partiamo da Bianca: attacca, incide, ma l'emozione fa il resto. Tanti calci a spinta, ma pochi punti...FORZA! Lo stesso vale per Rocco, complice di trovarsi in una categoria non semplice come la -74kg. Francesco parte piuttosto bene, lucido e spavaldo, ma l'inesperienza e un pizzico di timore gli costano un paio di calci al volto...ma a lui e a tutti i debuttanti vanno i più assoluti complimenti, giustificati dal sol fatto di aver scelto di combattere dopo pochissimi mesi di allenamento. La strada intrapresa è quella giusta...ora cercate di tenere dritto lo sterzo!

Combattere è adrenalina, emozione, passione...che spesso sfocia in nervosismo. Paolo Binetti, che in palestra stava facendo vedere ottime cose nell'ultimo periodo, aveva impostato il combattimento in modo corretto. Poi s'è lasciato guidare dall'istinto ed ha cominciato a giocare solo di rimessa. Mannecc!

Quadrato 2: -63kg blu/rosse..insomma De Filippis. Febbre, mal di stomaco ed un pacco di taralli mangiati sul pullman non sono un buon biglietto da visita, aggiungeteci poi un avversario più alto di 30cm. E invece Nico "spacca". Prima con un dollyo da corta distanza (gli ultimi esercizi in palestra sono serviti) poi non permettendo al suo avversario di combattere attraverso chiusure rapide e decise. In semifinale, la febbre e la stanchezza si fanno sentire, ma non fa nulla...Nico è maturato, ed è questo ciò che conta.

Da una tradizione di famiglia (sembra lo spot dell'olio extravergine De Santis), una passione comune: Giacomo Nocerino Jr. alias "Chuck piccolo", alias "Chuckino" si prepara per la sua finale, e noi con lui per assistere. Giacomo ci ha abituati a combattimenti spettacolari, quindi la finale sarà sicuramente da gustare. Ed è così infatti, fino a quando...non iniziano anche qui a togliere (gli arbitri) qualsiasi possibilità di vedersi attribuiti i 3 punti per calci al volto. Il primo, dopo l'esibizione del cartellino, viene assegnato...altri due, molto più evidenti, no. Il nervosismo invade Giacomo e anche il suo coach, Gigi. Il primo si sente truffato, il secondo preso in giro (giustamente). Finale persa secondo il monitor, ma non sul campo. Per Giacomo, almeno in palestra, è oro.

La rabbia invade gli animi di tutti. Per ovviare, c'è chi si reca dal vicino paninaro per un panino porchetta, mozzarella, pomodoro, ketchup, maionese e patatine (giuro che mentre scrivo mi sta salendo una fame!); chi come Claudio e il sottoscritto, puntano su una passeggiata all'aria aperta.

Il turno delle cinture nere è arrivato. Intanto però, dagli altoparlanti sentiamo fuoriuscire (dalla soave voce di Leandro Loiacono) la seguente frase "prossimo combattimento al quadrato 2: corazza rossa - D'Amore/Koryo Bari". Tocca ad Elisa, per di più contro la sua avversaria di sempre. Questa, sapendo di essere alta circa 1,20mt (con i tacchi..ops volevo dire parapiedi) tenta di stordire Elisa con le sue urla che ricordano vagamente quelle della madre della protagonista de "L'Esorcista" per quanto schkamava! L'indemoniata vince, ma Elisa si fa sentire..con tanto di calcio al volto...stranamente assegnato!

Si parte con la -74kg nere...Pavone Stefano contro Palma Tiziano. Diciamo che non è il primo combattimento da nera che tutti si augurerebbero, ma tanto...se battesimo deve essere, è meglio che sia con un avversario di spessore, o no? Stefano nell'ultimo mese si è visibilmente ripreso sotto il profilo fisico, con tanto di 7kg in meno da muovere, ma l'emozione per la prima gara che conta e un po' di paura  (come sempre) giocano il loro scherzo peggiore...alla prossima.

Sull'altro quadrato tocca invece a Claudio.  Debutto nella -80kg in grande stile contro il forte Barone. Claudio combatte d'intelligenza (ispirato dal miglior De Filippis). Gliene tira uno al volto e punta a chiudere, ma senza rinunciare all'azione. In finale poi, show del dollyochagi a spese di Guarnieri, che soccombe per 14-2. Claudio campione regionale, prima di lui, a Bari, solo Giuseppe Dellino, Luigi Clemente (2 volte) e Teresa Mossa. Tanti sforzi finalmente ripagati!

Una gara che non è andata male. Se la classifica per società mente in termini di piazzamento (con i calci non assegnati saremmo arrivati secondi), di sicuro le prestazioni no. Anche gli stessi "errori arbitrali" sono un segno di quanto la Koryo rappresenti in Puglia...perchè se non contassimo a livello di atleti (sia qualità che quantità) e tecnici, di sicuro non saremmo stati protagonisti di una provvidenziale "rapina a mano disarmata".

Qualcuno è contento, qualcuno è deluso..qualcuno si aspettava qualcosa di più. Tutti tasselli del grande mosaico che caratterizza la vita e la carriera di chi sceglie lo sport come parte fondamentale della propria vita: la preparazione, la delusione, la consapevolezza delle proprie capacità o dell'impegno e poi d'accapo, preparazione e poi le prime medaglie...fino ad arrivare al tanto desiderato oro. Ma tutto questo significa inevitabilmente sacrificio, impegno...spesso anche un pizzico d'incoscienza, ma soprattutto voglia di mettersi in discussione. E questa credo sia la base che a nessuno di noi manca e soprattutto costituisce un sacrificio che vale la pena di fare.

Concludo con una frase tratta dal film "Batman Begins".

"Perchè cadiamo?" - "per imparare a rimetterci in piedi".

Frase dedicata a quanti di noi sono usciti dal palazzetto di Tricase sentendosi vittime di un'ingiustizia. Sia essa causata dagli arbitri, o da se stessi.

 

FORZA KORYO!

 


 
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